Klaus Miser_Non copertina non è un paese per poeti

Non è un paese per poeti è un libro scritto da un altrove pensando a un altrove. Dentro, o fuori, c’è la sparizione delle coordinate e delle categorie, geografiche e di genere, ma ci sono anche ‘santo derek jarman/ protettore dei muri rossi/ degli addomi trafitti/ della carta da parati‘ e il facchino biondo ‘che sogna solo una gonna di polvere una pressa una vodka‘. È un libro sulla perdita dei confini, e un invito al lettore a riappropriarsene, producendo nuove cartografie, nuove tavole anatomiche con cui orientarsi. Poi è un libro sulla arresa, e sul desiderio, e sul mondo che non è altro che natura eversiva, che resiste alla cultura e la supera: ‘la resurrezione affidata solo agli alberi che non esistono più’.

[Klaus Miser da 15 anni persegue un processo di lontananza dall’ambiente poetico mainstream, con dispersione e non riproducibilità dei testi, spesso presentati con pseudonimi diversi. Le sue poesie si aggirano in circuiti inconsueti, dai bar agli spazi occupati, dalle strade statali ai queer party, dai festival femministi a quelli di teatro, dall’Historischer Kataster di Berlino alle radio indipendenti, dal Cocoricò di Riccione alle stazioni di servizio in Svizzera. Sopravvissuti alla decennale irreperibilità delle sue opere, e tutti con pseudonimi diversi: “Luogo Comune“ (con Dafne Boggeri in “Italian Landscapes”, Luca Sossella Editore), la collaborazione a “Jungle In“ (di Cristina Rizzo, con Alessandro Sciarroni), e il cortometraggio “eppure nessuno parlava” (con Silvia Calderoni). Solo nell’ultimo triennio sono apparsi stralci e recensioni su riviste di settore e le pubblicazioni Kill Your Poet (plaquette a tiratura limitata, Galleria Fragile Continuo di Bologna) e pescarababylon (Collana Isola, illustrazioni di MP5).]

da Non è un paese per poeti

P delle mie miserie pantone
la molle bianchezza della nebbia
ci vivevamo tutti e nessuno lo sapeva
la cronaca rosa della solitudine degli argini
perenne neve e nere chiome di boschi
ci circondavano nell’estate odorosa e scintillante
alla radiolina passavano struggimenti blue bluegrass
e odore miele di resina e cicale e legno
interruppero le canzonette con la bomba atomica viola
tutto intorno rilucevano prati di verde radioattivo
e fiori magenta luccicanti
il cieco sgomento dei fogliami
chi può ricordare la pioggia color midwest le tue dita pallide
foschia dal crinale azzurro al crepuscolo l’orizzonte umido
la tua vestaglia giallo cromo sui fili del bucato

p delle mie miserie pantone
centrali grigio elettriche luce del tardo pomeriggio che getta
ombre di fumo profondo ovunque la vuotezza l’aurora boreale
le mie miserie pantone
luce giallocruda dalla mia finestra non siamo riusciti
a intrometterci nell’eternità i giovedì mischiati all’eternit
al purgatorio della sera agli sgonfi irisbluviola
tutte le macchine finite in ruggine, alberi ovunque

ISBN 978-88-98165-06-3

12 euro

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