copertina dove mente il fiume

Nelle poesie di Dove mente il fiume il linguaggio si spiega nel suo farsi, in un montaggio analogico che orchestra grandezze siderali e micromondi, ‘cose tenute in formalina‘ e ‘occhi sugli schermi‘, camere delle meraviglie e sale operatorie. È un libro che presenta una visione votata al cambiamento, che induce ad attraversarla riconsiderandone ogni volta le premesse, con tutte le parole che stanno disposte sul tavolo, ogni volta dal principio. Quando la direzione da seguire non è un finale utile a consolare una volta per tutte, il senso va ricostruito e forse conservato e forse frainteso fotogramma per fotogramma. Oppure: ‘quando un fiume mente la luce appare quasi disboscata, frana, percorre il proprio moto, quasi come niente fosse, quasi come niente stesse per mentire‘.

[Daniele Bellomi è nato a Monza il 31 dicembre 1988. Si è laureato in Lettere Moderne nel 2014 presso l’Università degli Studi di Milano e risiede nei recessi del blog/progetto plan de clivage. Suoi testi, online, su «GAMMM», «Nazione Indiana» e altri; in rivista, su «il verri» (n°50, 2012) e «Trivio» (n°1, 2013). Vincitore del Premio Opera Prima 2013, pubblica lo stesso anno il suo primo libro ripartizione della volta, coedito da Anterem Edizioni e Cierre Grafica. Lavora a Milano e abita dove tutto è stato preso.]

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da Dove mente il fiume

medulla

chiedersi circa le maree, gli orbitali,
il proiettile ritratto in varie angolazioni,
il flusso di scavo aperto sul cambio di visione,
circa le occhiaie, la scalata dal fondo
nero, la sagoma erosa nell’insenatura, la resina
estesa per via circolare, la sezione di corteccia
aperta lungo i bordi, tornata al punto
di contatto agli occhi adesso oppure dopo,
se accade. il resto fa a gara con altro,
è zona: presa e campionata, resa contorno:
un’omissione lucida e precaria, un punto
cruciale che risente, muove dalla voce,
diserta la fibra transitoria; circa l’alga,
la curvatura del peso, l’arto:mancante.
punta il dito, proclama l’ordine del fuoco:
la cellula continua il proprio intreccio, il fatto
linguale, l’indice rimasto illeso in mormorio
etereo, inerte. la radura scelta per riunirsi
rimane ancora senza protezione.

ISBN 978-88-98165-05-6

12 euro

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