HENCE LE JOIE, LA NUOVA COLLANA DI EDIZIONI PRUFROCK SPA

hence le joie

Considerando l’ecosistema dei libri di poesia, ci sono libri e libri. Ci sono: A) libri pensati sulla lunga distanza, organismi che trovano il loro punto di equilibrio nei rapporti tra le sezioni che li costituiscono; poi ci sono B) libri d’occasione ovvero on demand che trovano il loro punto di equilibrio nei rapporti con ragioni perlopiù accidentali. Considerando una autrice/un autore di libri di poesia mediamente consapevole delle proprie responsabilità, potrebbe darsi il caso in cui un gruppo organico di testi, formalizzato in origine come la sezione di un libro, diventi oggetto d’imbarazzo, rivelandosi non adatto a fare parte di un libro di tipo A) (perlomeno non naturalmente; esiste comunque il caso in cui una sezione S non adatta al libro L venga forzatamente inserita all’interno del libro L, magari perché, poniamo, le poesie erano troppo belle per lasciarle fuori) (esiste anche il caso in cui una sezione S del libro L sia qualitativamente superiore, per tensione/organicità/altro, alle altre sezioni del libro L; determinando, in sede di recensione, epiteti del tipo una gemma/una miniatura/un pezzo di bravura/il gran finale/altro), ma nemmeno riconducibile a un libro di tipo B) (salvo modifiche ad hoc, es. cambio di nomi di cose/ persone/animali/piante/città/mestieri/altro). Così C) hence le joie, la nuova collana di Edizioni Prufrock spa (inaugurata da Traviso, di Alberto Cellotto), sarà costituita da libri che in massimo venticinque poesie svilupperanno un immaginario profondo e autosufficiente.

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