MOON|ERA: una variante di Orlando Furioso, XXXIV

moonera b

Luca Rizzatello, Moon|era: una variante di Orlando Furioso, XXXIV

de moivre di muovere il cavallo si è
stufato così pianta lì la biada
e la scacchiera e a lee non resta che
trovare un modo per tenere a bada
l’equino che vaga per l’interno tre
le ninfomani con la borsa prada
i mariti che lo aspettano fuori
le tarme in frigo e pure gli esattori

lee steso sul divano si scervella
ma il tanfo di letame lo persuade
a dare fondo alle sue budella
neanche la peggior mensa neanche l’ade
così pensa (e dice tra sé) che quella
sfortunata vicenda in realtà cade
propizia la goccia c’è pure il vaso
non gli rimane che tapparsi il naso

regola prima sbrigare l’affaire
sophie ovvero colei che suole stare
avvinghiata al palo dorato per
esibizionismo beltà e pagare
le bollette non certo per il mister
dollar di turno disposto a sborsare
dei quattrini per un bacio soffiato
lee questo non l’accetta ed entra armato

il seminterrato in cui lee si cala
è il celebre the red cave cioè la sede
storica del burlesque cerca la sala
vip si guarda intorno stordito e chiede
ad una infermierina goth che esala
fumo di sigaro come si accede
al privè è una questione di legàmi
risponde lei mostrandogli i cordami

così il nulla osta della domina
gli costa caro ma che gliene importa
non si tratta mica dell’anonima
sequestri finalmente apre la porta
e lee una volta dentro li nomina
uno a uno nonostante la scorta
estingue i debiti e l’incendio quando
a lavoro finito esce fischiando

la doccia del motel c’ha lo scarico
intasato ma lee non batte ciglio
preso com’è da un volo pindarico
gli torna in mente quel saggio consiglio
riguardante le stragi e il rammarico
posa il sixeightsix white nel nascondiglio
ricavato svuotando il frigo bar
che si converte nel frigo nel far west

le bolle sotto alla tappezzeria
riportano lee coi piedi per terra
si informa per un po’ di compagnia
sfogliando il listino dei prezzi afferra
la cornetta ma la rupofobia
torna d’improvviso a galla e sotterra
l’appetito e la cena afrodisiaca
per passare una mano di ammoniaca

l’alba cioè le cinque meno venti
reca in mano il lampeggiante giallo
dei netturbini poi i miagolamenti
dei gatti in calore poi il pappagallo
nella camera contigua ha momenti
struggenti di saudade poi il cavallo
scalpita chiuso in bagno poi il ritratto
che lo fissa così lee dà di matto

lee tira i dadi contro la parete
ignorando il motivo di quel gesto
dati gli eventi il bouquet delle mete
per la latitanza si stringe presto
o tardi finirà dentro la rete
delle intercettazioni e il suo arresto
andrà sui giornali ciò lo rincresce
è la vita piglia il destriero ed esce

il magazzino alle falde del monte
dei pegni è la tana fatta per lee
le cose di laggiù per lui son fonte
di meraviglia sono sparsi qui
e lì i calchi veri delle impronte
di neil il dossier con il test del q.i.
di Ludwig il termometro di ray
le chiavi di casa di georges i trofei

di caccia di charles tutte le cravatte
di janos l’opossum imbalsamato
di thomas il set di valigie fatte
a mano di bertrand l’elmo ammaccato
di guido le supposizioni esatte
di lee sulla lei che l’ha dilaniato
alle teste di cuoio basta un cenno
l’uomo scolapasta ritrova il senno

(testo scritto per l’allestimento Make it Happening, Villa Franchin (Mestre), maggio 2007)

Annunci